Obiettivi

Obiettivi, cosa sono? Come vanno raggiunti? e cosa importante perché tutti parlano del raggiungimento degli obiettivi?

Gli obiettivi sono un’invenzione della nostra società occidentale,  sono stati creati per permettere all’uomo di misurarsi con sé stesso per ottenere i propri desideri.

Nascono quando desideriamo qualcosa, e ci domandiamo come ottenerlo, possono essere diversi, ossia comprarsi una macchina, imparare una lingua, o scolpire il fisico, insomma sono delle mete che fissiamo per raggiungere una certa cosa.

Li utilizziamo anche per poter dare un senso alla nostra vita, praticamente sono una specie di strada da dover seguire, si sente spesso parlare di persone che se non avessero avuto quell’obiettivo da seguire non avrebbero fatto quello che hanno fatto, diciamo che sono un po’ la nostra bussola, per questo sono così importanti.

Tuttavia ti metto in guardia sugli obiettivi, infatti questi portano a generare molte aspettative, che come ricorderai sono deleterie, ed è importante imparare a gestirle,e a bloccarle! 🙂

Ora perché tutti li fanno?

Semplice, perché sanno che una volta raggiunti, la loro vita migliorerà, infatti quando li raggiungiamo ci si sente bene, il cervello infatti ci ricompensa con un una scarica di piacere e si rafforza l’autostima e la consapevolezza delle nostre capacità e del nostro potere.

Ad ogni modo, se stai seguendo questo blog, dovresti essere in grado di capire come fare a selezionare degli obiettivi giusti, cioè a capire cosa realmente vuoi, e non un capriccio dettato dalla società in cui viviamo 🙂

Ad esempio essere felice è un bell’obiettivo, avere un’iphone, bè… puoi benissimo farne a meno! 😉 (Si so che gli apple-maniaci mi odieranno per questa mia ostilità verso la apple ma… pazienza :P)

Ma la domanda che tutti si fanno è:

Come li raggiungo?

Questa in fondo è la cosa importante! 

Niente paura, sono qui per questo 🙂

Anzitutto, prendi carta e penna, non sto scherzando prendila davvero, e

traccia su di un foglio di carta gli obiettivi che vorresti raggiungere, ed entro quanto tempo vorresti farlo, ti consiglio di tracciare degli obiettivi abbastanza ambiziosi, da raggiungere in un lasso di tempo elevato, ma non troppo superiore, cerca di contenerli entro un anno, e cerca di capire cosa vorresti avere in questo stesso giorno tra un anno.

Scrivi una bella lista, mi raccomando,almeno 10, e diversificati in diversi campi, ad esempio, amore, salute, lavoro, non farli tutti attinenti a un solo campo, perché come ben sai, i campi sono diversi, e bisogna dedicarsi a qualcosa in ognuno di questi per evitare carenze di energie negative!

Cerca di farli ambiziosi, d’altronde un anno è un mucchio di tempo, ma devono essere anche fattibili! è la cosa più importante, poiché non raggiungerli, genera anche frustrazione!

Una volta che li hai scritti, rileggili, e cerca di capire come ti sentiresti dopo averli raggiunti!

Prendi un altro foglio, e segnati gli obiettivi da raggiungere entro questo mese, devono cioè essere gli stessi di quell’altro foglio, ma devono essere spezzettati in obiettivi più piccoli, una volta fatto questo, avrai una lista di cose da fare 😉

Quelli saranno i tuoi obiettivi che dovrai raggiungere!

Purtroppo però, questo non basta, c’è una cosa molto molto peggiore da dover combattere, e che ostacolerà i tuoi obiettivi, e non sono gli altri, e non è nemmeno il tempo… bensì la procrastinazione,  o meglio quella smodata attività  che non ti fa mai concludere un bel niente!

Ed è questa che dovrai combattere!

Come?

Gestendo adeguatamente il tempo!

Ma questo nel prossimo post! 😉

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Desideri, o solo bisogni?

Stavo rileggendo un po’ il mio articolo precedente, quando ho notato che avevo sollevato una questione interessante…

Poi magari, ti potrai rendere conto che i tuoi desideri sono sbagliati, nel senso che una volta raggiunti capirai che non sono quello che realmente volevi, e allora muoverai il timone da un’altra parte, ma avrai imparato qualcosa di più su te stesso, e su ciò che realmente desideri!”

La domanda che mi sono fatto, è stata questa: com’è possibile che alcuni miei desideri siano sbagliati?

E sopratutto: come faccio a capire quali sono quelli veri, e quelli fasulli?

Così da poter indirizzare le mie energie in maniera efficace verso ciò che realmente desidero, sarebbe davvero un peccato spendere magari soldi, ma soprattutto tempo per fare qualcosa e poi scoprire che in effetti, non mi interessa poi così tanto… anzi magari proprio per niente xD

Eppure quante volte questo è successo? A quanti ragazzi è successo di iscriversi alle scuole superiori scegliendo un indirizzo, per poi capire che non gli interessava?

O magari spinti dai loro genitori intraprendono carriere lavorative per il quale non provano nessun’interesse?

La cosa positiva comunque, è che anche se queste esperienze sembrano una perdita di tempo in realtà non lo sono, in quanto è solo provando una cosa in tutte le sue molteplici sfaccettature che ci si rende conto se una cosa ci piace o meno, e di conseguenza se è realmente ciò che si desidera!

Premesso ciò si deve fare una separazione tra i bisogni, e i propri desideri, perché queste due cose sono fortemente intrecciate, talmente tanto intrecciate che spesso si distinguono a fatica.

Torna molto utile la piramide dei bisogni di Abraham Maslow :

Piramide_maslow

 

Questa piramide è stata ideata da questo psicologo americano per spiegare di cosa hanno realmente bisogno le persone, e cosa le spinge ad agire.

Al primo posto si  trovano i bisogni fisiologici, poi quelli si sicurezza, e in seguito appartenenza, stima ed autorealizzazione.

Ora questa piramide, ha subito molte critiche perché banalizza un po’ troppo questioni che sono molto più complesse, tuttavia, è una buona base per cercare di capire la differenza tra i bisogni ed i desideri.

Prendiamo in esame i bisogni fisiologici, ossia i bisogni del nostro corpo, se non avrai soddisfatto questi bisogni, non potrai mai dedicarti appieno alla tua autorealizzazione, perché il tuo corpo fisicamente ti comunicherà che hai questi bisogni da soddisfare, ne va della tua stessa sopravvivenza, e quindi hai sempre la necessità di doverli sempre soddisfare, mentre gli altri bisogni sono classificabili come secondari, per quanto possano essere importanti, saranno sempre posti in secondo piano rispetto alla sopravvivenza stessa dell’organismo!

Potrai anche essere la persona più depressa del mondo, ma se per sbaglio cadi in acqua, il tuo istinto farà di tutto per evitare di annegare, che tu lo voglia o meno, sentirai l’impellente bisogno d’aria più importante di qualunque altra cosa!

Di conseguenza, si capisce chiaramente perché i bisogni sono messi uno sopra l’altro, non potrai dedicarti appieno all’appagamento dei bisogni superiori se prima non appaghi quelli sottostanti, semplice no?

Di conseguenza, non potrai dedicarti appieno alle tue attività preferite, e ai tuoi desideri se prima non li soddisfi.

Quindi direi che le due cose possano essere classificate così:

Bisogno: azione di che compi perché hai la necessità di dover appagare qualcosa di cui senti la mancanza.

Esempio, sento lo stimolo dell’appetito, apro il frigorifero e mangio qualcosa.

Desiderio: Azione che compi per volontà e per diletto, non hai niente da dover colmare, ma lo fai solo perché in quel momento ti va 🙂

Esempio sempre sul cibo, mi viene voglia di qualcosa di particolare, ad esempio voglio mangiare una torta, allora esco di casa compro gli ingredienti, e la preparo 🙂

La differenza è tutta li, è sottile, ma chiarisce bene il concetto, non è bisogno di cibo, non hai fame, quindi non c’è nessuna ragione apparente per il quale tu debba perdere tempo ed energie per cucinare una torta, anche perché a seconda della ricetta richiede più o meno un certo impegno, e se lo fai è soltanto perché ti va di farlo!

Qualcuno potrebbe giustamente dire che alla fine anche questo è un bisogno, magari solo più elevato e raffinato, bè, come avevo detto in precedenza, i due concetti sono strettamente intrecciati l’uno all’altro, io potrei voler preparare una torta, anche solo per combattere la noia, quindi diventa un bisogno di tenersi impegnati, o magari per rilassarmi perché sono stato in giro tutto il giorno, e ho bisogno di rilassarmi, e avrebbero tutti ragione, perché è un sottile equilibrio composto da più fattori, e quando uno di questi viene a mancare si trasforma in automatico in un vuoto da dover colmare, ossia un bisogno.

Tuttavia, osservando la piramide, si nota anche un altro interessante aspetto, se io soddisfo tutti i bisogni della piramide ed arrivo in cima ad essa, raggiungo l’apice della felicità, e quindi posso dedicarmi pienamente ai miei desideri, senza che questi siano condizionati da eventuali vuoti, o meglio, più i bisogni sono in basso nella piramide, più i loro vuoti contano di più, quindi per capire quali sono i propri veri desideri, è assolutamente necessario autorealizzarsi.

Che non è altro raggiungere quell’appagamento interiore che ti permette di guardare il mondo con occhi differenti 🙂

Ma è davvero necessario appagare tutti i bisogni di ogni gradino della piramide per autorealizzarsi?

Non proprio, nel buddismo ad esempio, l’appagamento si ottiene seguendo il percorso dell’illuminazione, che non prevede necessariamente la soddisfazione dei bisogni della propria piramide, anzi, sono semplicemente due vie diverse per raggiungere il medesimo risultato, il buddismo è unicamente interiore, la piramide tende più verso l’esterno,sta a te scegliere, a mio parere seguire entrambe le vie, cioè arricchire la tua vita di cose che soddisfano i bisogni della piramide, e proseguire lungo il cammino dell’illuminazione, permette di capire, quali sono i reali bisogni da soddisfare realmente, e quali non lo sono.

Nella società di oggi ci sono tanti falsi bisogni di cui possiamo fare benissimo a meno, ossia quello di trovare un lavoro, di doversi comprare la macchina, eccetera eccetera, tutti bisogni materiali che la società cerca di imporci in maniera massiccia per alimentare l’economia consumistica occidentale, sono dei bisogni falsi, che la società cerca di farci vedere come necessari per scalare la suddetta piramide precedente, e di crearne di nuovi appena soddisfatti quelli precedenti per farci continuamente desiderare qualcosa, in continuazione.

Ma parliamoci chiaro, che bisogno c’è ad esempio di comprarsi ad esempio un’ìphone? nessuno, eppure molte persone identificano il proprio ego con beni materiali, perché come spiegavo nei post precedenti danno un senso di appartenenza, e quindi danno piacere e sicurezza, ma questo non è desiderio, ma è solo un vuoto del tuo essere che cerchi disperatamente di colmare con una bene materiale.

Ci sono poi anche dei bisogni pratici,ossia quei bisogni che soddisfi per compiere un’azione, esempio, per fare la torta ho bisogno dello zucchero un po’ inutile parlarne, ho deciso di farlo solo per completezza 🙂

Quindi in tutto questo caos, si deve anzitutto capire quali sono i bisogni primari, ossia quelli della piramide, quelli secondari ossia quelli che la società richiede per viverci, e i nostri desideri.

Ad ogni modo, per soddisfarli nell’attuale società odierna, devi concentrarti in 3 aree principali:

Amore-Amicizia, ossia tutto ciò che comprende le relazioni con gli altri

Soldi-Potere, ossia avere in tasca i soldi per potersi procurare i mezzi con cui raggiungere ciò che si vuole

Salute, ossia prendersi cura di sé stessi per poter avere sempre le energie per fare ciò che si vuole

Se nella tua vita avverti una mancanza in queste 3 aree, non potrai mai soddisfare i tuoi reali desideri, e neppure i tuoi bisogni, perché ti mancano i mezzi per poterlo fare 🙂

Quindi lavora per tenere in piedi queste 3 aree,una volta che sarai soddisfatto, potrai dedicarti a ciò che davvero desideri 🙂

È giusto cambiare per gli altri, o dobbiamo rimanere noi stessi?

Questa è una cosa che sento spesso, molte volte, in particolar modo quando si parla di dover piacere alle ragazze, o ai ragazzi, o agli amici ecc. ecc.

E quasi un po’ tutti dicono che si deve rimanere sempre sé stessi, perché cambiare per gli altri è sbagliato, perché poi indossi una maschera e diventi finto, gli altri se ne accorgono, e succede un macello…

In fondo il carattere di una persona è diverso da quello di un’altra persona, è quello. e non potrà cambiare più di tanto…

Oppure chi nasce tondo non può morire quadrato eccetera eccetera…

La stessa storia, raccontata in maniera diversa, ma il succo è sempre quello, il cambiamento è visto come una cattiva cosa, e si deve essere sempre uguali, essere sempre stabili, sempre gli stessi, perché è così che siamo fatti, quindi è inutile darsi da fare per cambiare…

Bene, ora come puoi immaginare, io non sono affatto d’accordo con questa affermazione, Il motivo è semplice:

 noi, siamo in perenne cambiamento!

Dentro di te in questo momento, il tuo organismo sta producendo migliaia di nuove cellule ogni secondo che passa, tanto che dopo sette anni sarai totalmente rigenerato.

Ci hai mai pensato? Nell’universo, niente rimane statico, le galassie ruotano su se stesse, le stelle muoiono e altre ne nascono, gli asteroidi si scontrano tra loro,i buchi neri assorbono continuamente materia, il tutto in un moto senza fine, ma sempre e comunque in perenne movimento e in perenne mutazione.

Quindi se l’universo stesso è in cambiamento, così come lo è il tuo organismo, può una cosa astratta come il tuo carattere non cambiare mai?

Ovviamente no! 🙂

Anzi sarebbe anche controproducente, perché un organismo che non sa adattarsi, e non sa cambiare, è destinato a morire, e se la natura è consapevole di questo, avrà ovviamente fatto in modo che noi ci potessimo adattare ad ogni esigenza climatica e ambientale.

Quindi, che tu lo voglia o meno, stai cambiando, il tuo organismo ogni giorno si adatta all’ambiente, e così anche il tuo carattere.

Quindi già la domanda, del rimanere sé stessi, decade, in quanto, tu sarai sempre te stesso, solo che il te stesso di oggi sarà diverso dal tè stesso di domani, proprio in virtù che ha l’essere umano di adattarsi e di cambiare, di conseguenza, il tuo carattere non può essere qualcosa di statico, ma è il risultato del tuo adattamento alle esperienze che hai avuto.

Tu nella tua vita hai fatto determinate esperienze che ti hanno reso la persona che sei, il modo in cui hai affrontato queste esperienze, e il modo in cui hai reagito dopo averle affrontate, delineano il tuo carattere e il tuo modo di agire.

Quindi in sostanza, è un misto, di esperienze vissute, e di scelte fatte, magari avevi due possibilità di scelta nell’affrontare una certa cosa, e te ne hai scelto quella che ti sembrava migliore, forse perché non conoscevi le alternative, o perché pensavi di non essere la persona che fa determinate cose, ma che sarebbe successo se tu all’epoca avessi fatto una scelta diversa?

Probabilmente saresti una persona diversa da quella che sei oggi!

Va da sé che se se non sei soddisfatto del tuo carattere, e troppe persone ti ripetono che hai un brutto carattere, o magari vorresti avere più successo in ambito lavorativo è sociale, è inutile additare la scusa, tanto io sono così, non cambierò mai, è solo uno sciocco ostacolo che rende più difficile il tuo cambiamento.

Se tu desideri ottenere davvero qualcosa, e per fare questo devi cambiare in maniera drastica, allora fallo!

Semplicemente perché è il tuo carattere che deve piegarsi alle tue volontà, non viceversa! Così come il tuo organismo si adatta all’ambiente circostante, ad esempio se vai a vivere in un luogo con molto sole, la tua pelle si abbronzerà, o se deciderai di dedicarti ad una attività faticosa, metterà su massa muscolare per permetterti di farlo con meno sforzo, così anche il tuo carattere si deve adattare per farti raggiungere più facilmente ciò che desideri!

Poi magari, ti potrai rendere conto che i tuoi desideri sono sbagliati, nel senso che una volta raggiunti capirai che non sono quello che realmente volevi, e allora muoverai il timone da un’altra parte, ma avrai imparato qualcosa di più su te stesso, e su ciò che realmente desideri!

Se poi sei soddisfatto della tua vita così com’è, allora non adoperarti più di tanto, ma accertati che non sia solo perché hai paura di uscire dalla tua zona di confort!

Per quanto riguarda i cambiamenti che vogliono da te gli altri, devi trovare un punto di equilibrio, e capire se i cambiamenti che vogliono siano nel tuo interesse, o solo ed esclusivamente ne loro interesse, ad esempio, se la tua ragazza ti ripete incessantemente che ti devi lavare più spesso, lo fa di certo nel tuo interesse, in quanto questa cosa ti porta soltanto svantaggi in ambito sociale, le persone ti stanno alla larga, e non è piacevole, mentre se invece ti dice che non devi uscire più con gli amici perché lei è gelosa, quando magari lei esce con le sue amiche, non ti porta nessun vantaggio, anzi chiede solo a te un enorme sacrificio, inutile per altro.

Quindi, se tu vuoi cambiare, o magari ti accorgi che gli altri vogliono da te dei cambiamenti, valuta sempre se sono orientati verso ciò che desideri! 🙂

Spero di essermi spiegato, se hai dubbi scrivi pure qua in fondo, sarò felice di risponderti!

Paolo

Aspettative! Non perdere tempo a creartene!

Salve caro lettore, oggi voglio parlarti delle aspettative.

I famosi castelli in aria, i sogni, l’immaginarsi la propria vita come la vogliamo, salvo che poi,bruscamente in seguito a qualche brutto imprevisto (già che cattivo a colpire proprio me) ti fa tornare alla cara e brutta realtà! 😀

Maledetto maledettissimo imprevisto, se non era per causa sua io ero felice! u.u

ti riconosci in questa frase?

bene, allora quest’articolo fa per te! ma non perdiamo altro tempo:

Come penso tu ti sia accorto già da solo, non è stato l’imprevisto il problema,quantomeno la tua aspettativa.

In fondo sai bene che gli imprevisti ci sono sempre, e ci saranno sempre, non puoi vivere una vita senza imprevisti, devi imparare a gestirli!

Il vero problema sono le aspettative che tutti noi ci creiamo in merito a… praticamente tutto 😀

Le aspettative, per quando strano possa sembrare, sono un grande, anzi più che grande, lo definirei colossale nemico della tua felicità!

Perché sono così cattivo con loro?

Il motivo è semplice:

Quando facciamo una qualsiasi cosa, ad esempio, studiamo per un esame, ci aspettiamo di riuscire a superarlo (giustamente, altrimenti perché diamine stiamo studiando?) tuttavia si innesca l’aspettativa di raggiungere un certo risultato che noi ci sentiamo di raggiungere, ad esempio mettiamo come voto almeno un 27, che succede se prendiamo ad esempio 28?

semplice ti sentirai bene ed estremamente soddisfatto di te stesso  🙂

Ma… che succede se disgraziatamente invece del 27 prendi un 18 o peggio ancora, non passi l’esame?

BUM

succede che le tue aspettative ti crollano addosso come un castello di carte, solo che ha differenza delle carte sono molto ma molto pesanti, e questo peso unito al tuo pessimo risultato, ti farà stare molto ma molto più male di quando saresti stato ad esempio se fossi già partito con l’idea che saresti stato bocciato.

Ma siamo pessimisti, che succede se invece di crearti aspettative positive te ne crei di  negative, (come l’esempio di prima)?

Se fossi stato bocciato, saresti stato meno male rispetto a prima, (in fondo te l’aspettavi), se fosse andato bene allora avresti gioito, ma molto probabilmente non avresti affrontato l’esame con la convinzione necessaria! e onestamente parlando affrontare un esame già con l’idea di bocciarlo, implica tutta una serie di cose negative che alla fine te lo fanno bocciare davvero.

Ma che succede se invece di crearti aspettative, tu non te ne fossi creata nessuna?

Semplice, saresti andato all’esame sereno, con la mente sgombra, e avresti avuto la lucidità necessaria, per affrontare serenamente la situazione, e qualsiasi risultato tu avessi raggiunto, non avrebbe avuto rilevanza, anzi, visto che eri senza aspettative,(che sono ingombranti) hai semplicemente dato tutto il tuo massimo, avresti raggiunto un risultato, e saresti stato libero di goderti il risultato positivo, e qual ora fosse stato negativo, non te ne sarebbe importato più di tanto perché in fin dei conti non era poi così importante per te passarlo.

Ma perché ci creiamo queste aspettative?

Esse sono una particolare forma di sega mentale,cioè dei pensieri involontari del nostro cervello che hanno come scopo quello di alleggerire la tensione, il problema però è che più seghe mentali ti fai, più queste paradossalmente generano tensione, non ci credi?

Esempio: stai tutto tranquillo rilassato e ti stati godendo il mondo in riva al mare, a un certo punto ti viene in mente il pensiero del mutuo della casa e non sai come fare per pagarlo, e incomincia a salirti la tensione, eppure sei sempre li a sedere sulla spiaggia, non hai fatto nulla, hai solo pensato!

Ecco, le aspettative sono delle seghe mentali diciamo positive, (l’esempio di prima era negativo) solo che facendotene troppe, finisce che ti isoli dentro di esse, e perdi il contatto con la realtà, e ti crei tutto un mondo tuo, magari lo facciamo per noia, o semplicemente per abitudine, ma che succede?

Il mondo che ti sei creato non è reale, è una finzione, una specie di favola, e la realtà non sarà quasi mai all’altezza di queste aspettative, ma non solo: siccome hai questa aspettativa, cercherai in tutti i modi di non farla cadere, ad esempio vedrai la tua ragazza in una maniera diversa da come è realmente, (mi sono accorto che non sei come io credevo che fossi, ti dice nulla?) gli attribuirai qualità che non ha, e quando lei inevitabilmente dimostrerà di non averle (ma poveraccia, mica lei può sapere cosa hai tu in testa :D) ti sentirai tradito, questo nel caso di un rapporto, mentre nel caso di un esame, spesso l’aspettativa genera pressione, perché temi di non essere all’altezza di queste benedette aspettative, e paradossalmente, sarai teso meno lucido, e probabilmente farai errori che in condizioni normali non faresti mai!

Visto quante cose brutte portano le aspettative?

La soluzione migliore, è semplicemente non crearsele, MAI!

Lo so che ti sembra una cosa dura, difficile, ma la realtà dei fatti è questa, finché continuerai a difendere a spada tratta le tue aspettative, queste mineranno alla base la tua felicità.

Come fare per non crearsele? semplice, evitando di farsi seghe mentali, e mantenendo il contatto con la realtà (vedi i post precedenti per questo :))

Spero di essermi spiegato bene, se hai altre domande sarò felice di risponderti 🙂

Paolo

Comfort Zone

Nell’articolo precedente l’avevo citata, senza tuttavia spiegare bene nel dettaglio cosa sia!

La comfort zone, o Zona Di Comfort (per gli italiani :)) è una zona immaginaria ed invisibile attorno ad un individuo, cioè di per se non esiste, ma è una teoria molto diffusa nell’ambiente dello sviluppo personale in quando spiega bene diverse diverse dinamiche.

Fai finta che tu sia un pallino, intorno a te traccia un cerchio, bene quella è la tua zona di confort!

Come avrai intuito è un luogo dove sei rilassato, e ti senti al sicuro, perché all’interno della zona di comfort sono racchiuse tutte le tue azioni che compi in maniera quotidiana e naturale, e quei luoghi che ti sono familiari e che non ti causano disagio.

Mentre uscire da questa zona di confort causa disagio, si sta male, si sente l’adrenalina salire, insieme all’ansia, e alla paura, quindi molto spesso il tuo istinto ti porta a voler ritornare li dentro proprio perché all’esterno di essa avverti un disagio.

Il punto però, è che fuori dalla tua zona di confort, c’è il mondo, c’è la vita vera, ci sono tutte quelle cose che non hai mai fatto, e tutte quelle cose che ti fanno crescere!

Ti spiego meglio cosa voglio dire:

Metti che tu sei il classico tipo abitudinario da pub, vai sempre li perché ti ci trovi bene, ti senti bene hai un’ambiente accogliente.

Un giorno decidi di andare in discoteca per provare qualcosa di diverso, e ti senti a disagio, e non ti spieghi perché, eppure hai soltanto cambiato luogo, nulla di realmente tragico, così pensi di non essere tipo da discoteca e torni al tuo caro e amato pub.

Bene, la sensazione di disagio è data dal fatto che sei uscito dalla tua zona di comfort, zona che però, non è sempre fissa, ma mano a mano che fai sempre più cose si allarga sempre di più!

Attento però, non è che facendole solo una volta essa si allarga, ma mettendosi costantemente  a fare una determinata cosa, a un certo punto comincerai a sentirti a tuo agio, a quel punto quella attività sarà entrata a far parte della tua zona di comfort!

Quindi non lasciarti intimidire dal fatto che tu non abbia mai fatto determinate cose, esci e agisci, non c’è modo migliore per spazzare via le tue paure, perché è soltanto uscendo da essa che incominci a vivere, e cresci, e cresci molto di più!

Non mi fraintendere, puoi crescere anche all’interno di essa, ma quando la infrangi, bè, la crescita avviene in maniera molto più radicale e veloce, e a un certo punto, accadrà una cosa strana, più è grande la tua zona di comfort, più uscirne comporterà meno disagio! e anzi proverai dopo un po’ un piacere, lo stesso che provano le persone quando fanno sport estremi, all’inizio l’adrenalina è vista come una sensazione strana, dopo un po’ ci farai l’abitudine e continuerai a cercarla 😉

Sappi però che non tutti amano uscire da questa zona di comfort, e appena vedono una persona che ne esce, bè, di solito incomincia a scattare qualche critica, perché loro vogliono continuare a stare li dentro comodamente, tuttavia, se mostrerai loro che fuori da essa non c’è pericolo, vedrai che qualcuno incomincerà a seguirti 😉

Per cui esci dalla tua zona di comfort il più possibile, non lasciare  MAI che le tue paure ti blocchino, è li la vita vera!

E poi non trovi noioso stare sempre nello stesso posto? 🙂

Un abbraccio

Paolo

Hai paura di fallire?

“Non aver paura di fallire, i fallimenti fanno soltanto parte del percorso”

L’altra mattina mi sono alzato con questa conclusione, che ha fatto capolino sulla mia pagina di facebook 🙂

Tuttavia non mi sembrava sufficiente a spiegare il mio punto di vista, benché la frase sia chiara, non dice da cosa è originata la paura di fallire, e come dico sempre, un conto è capire le cose, un altro è comprenderle a fondo 😉

Da cosa nasce la paura del fallimento?

Essa nasce quando il tuo ego si identifica con il risultato che ti aspetti di compiere.

In sostanza ti crei delle aspettative su di una determinata cosa, spesso aspettative troppo alte, magari sono dovute da te, o magari da chi si aspetta qualcosa da te, succede quindi che essendo la prima volta che fai una certa cosa, non sai che risultati otterrai, e pensi di non essere all’altezza, e questo da origine a tutta una serie di pensieri negativi, che finiscono per generare in te dell’ansia che per quanto paradossale possa sembrarti, ti lavorerà contro aumentando le tue probabilità di fallimento!

E non solo: unita all’ansia, c’è anche la paura di essere derisi dagli altri, non tutti siamo in grado di gestire le critiche altrui, specie quando siamo insicuri sul nostro reale valore, e queste critiche assumono un peso notevole se sono fatte da persone vicine a noi, e la paura di essere trovarsi al centro delle critiche e di non essere in grado di gestirle, è più grande dell’effetto che hanno le critiche stesse.

Queste due paure finiscono per generare in te ansietà, e spesso le persone finiscono per non fare niente di tutto ciò che hanno voglia di fare proprio perché sono bloccate da queste paure, oppure lo fanno, ma sono talmente pieni di ansia che falliranno, e questo incrementerà maggiormente la propria paura di fallire, in una spirale senza via d’uscita!

E questo è sciocco! 😀

Scommetto che se vai indietro nel tempo con i tuoi ricordi, troverai di sicuro qualcosa in cui hai avuto successo nonostante tutti i fallimenti che hai dovuto affrontare!

Non ne trovi?

Pensa per esempio a quando andavi a scuola, e non prendevi i voti che volevi, di sicuro ci sarà stata qualche volta in cui ti sei impuntato e hai ottenuto un bel risultato in una materia che non ti aspettavi!

Oppure quando hai dovuto imparare a guidare: quante volte guidando provando a partire ti si è spenta l’auto? di sicuro tantissime, eppure non ti sei arreso e hai tenuto duro, e sei riuscito a prendere la patente!

non sei ancora convinto?

Bene, allora torniamo indietro di un altro po’ 🙂

A quando avevi un anno di vita, e hai cominciato a parlare! Tu non sapevi farlo, eppure hai cominciato a esprimere qualche parola, da prima qualche vocalizzo,poi qualche parola intera, e infine componevi frasi di senso compiuto, chissà quante parole sbagliate avrai detto, eppure, non ti sei arreso, hai continuato imperterrito, non ti importava se i tuoi genitori si mettevano a ridere perché non avevi paura di sbagliare!

Ti sto dicendo queste cose perché è fondamentale che tu capisca che gli errori, gli sbagli i fallimenti, non sono eventi a sé stanti, ma fanno parte del normale processo di apprendimento!

Solo che nessuno ti deride se stai imparando a guidare, o se prendi un voto basso, o impari a parlare, perché sono cose normali che fanno praticamente tutti, i problemi nascono quando incominci ad uscire dalla zona di confort delle persone che hai attorno a te!  (A breve spiegherò cos’è la zona di confort)

Perché uscire dalla Zona di confort causa disagio, se la tua zona di confort è più piccola delle persone accanto a te, nessuno ti deriderà se fai qualcosa che è all’interno di essa, ma se fai qualcosa che va oltre la zona di confort degli altri, incominceranno a dissuaderti, e a criticarti perché anche loro hanno paura di uscirne, e queste critiche non faranno altro che incrementare la tua paura.

Tuttavia, devi accettarlo, non puoi pretendere che tutti siano d’accordo con le tue scelte prima di deciderti a fare qualche cosa, perché non tutti vogliono uscire da questa zona di confort, ed inevitabilmente ti attirerai addosso qualche critica! Ma pazienza! Anche le critiche fanno parte del percorso! 😉

Le persone che hanno successo nella vita, non sono quelle che non falliscono mai, ma quelle che vedono il fallimento come un insegnamento, e una volta compreso il loro sbaglio andranno avanti serenamente come se non fosse successo niente!

non a caso Edison quando falliva un esperimento diceva:

“Ho appena scoperto un altro modo per NON inventare una lampadina!”

Quando ci si avventura in un campo sconosciuto, è normale sbagliare, e fare errori, d’altronde, stiamo imparando, e sarebbe stupido che non si facessero, quello che devi tenere a bada è soltanto la tua paura di fallire, perché non ha nessun fondamento!

Per cui, trova qualcosa di cui non sai assolutamente niente, e comincia a sbagliare,

Sbaglia, 1-2-100-1000 VOLTE sbaglia più che puoi, e vai sempre avanti!

Soltanto così raggiungerai i tuoi obiettivi!

Paolo

Felicità e Indipendenza

Salve!

Oggi è una bella giornata, e voglio inaugurarla con un bel post su questa cara felicità.

Come da titolo, la felicità è indipendenza, ma cosa significa questo?

Non è forse egoismo?

Spesso ti senti dire dalle persone a te care che sei egoista, che pensi solo a te stesso; frasi come: vorrei che tu avessi bisogno di me come io ne ho di te sono all’ordine del giorno,  oppure sei tu stesso a lamentarti dicendo che dai sempre agli altri ma gli altri non danno mai niente a te.

Di frasi come queste ne ho sentite a bizzeffe, e ti lamenti perché giustamente questo ti causa sofferenza, e in qualche modo devi pur sfogare questa tua frustrazione, e quale modo migliore se non di prendersela col mondo e con gli altri? 😀

Spesso sei portato a costruire la tua vita incentrandola sugli altri, perché pensare solo a te stesso è  egoista, e quindi ovviamente non lo devi fare, perché è sbagliato, e perché le persone più virtuose sono quelle che si fanno in quattro per aiutare gli altri, e tu non ti spieghi come mai facendolo anche tu, trattando bene le persone, essere gentile carino e disponibile, finisci sempre per rimetterci, e allora ti viene soltanto voglia di mandare tutto a quel paese, e di essere stronzo con tutti, anche se in cuor tuo sai comunque che non ci riuscirai mai, ma pensare a questo ti da un po’ di forza, e continui ad andare avanti anche se non sai spiegarti bene come facciano quelle persone di prima ad essere sempre sorridenti e gentili nonostante tutto.

Bene, esaminiamo insieme questo aspetto:

Quando aiuti qualcuno, tu ti senti bene, perché far stare bene un’altra persona, ti crea dentro di te un sentimento di generosità e di gratificazione, ma dimmi un po’, quante volte hai preteso di essere aiutato dagli altri?

O meglio, quante volte hai avuto bisogno di essere aiutato da qualcun’altro nella tua vita, e bene o male ti sei trovato qualcuno accanto?

Parecchie volte immagino, e quante volte invece dolorosamente e faticosamente, hai dovuto fare tutto da solo?

Sei stato in grado di rialzarti da solo, o sei stato sempre li a compatirti e a crogiolarti nella tua infelicità finché non hai trovato qualcuno che ti desse una mano a rialzarti?

Ora dimmi se tu non ti fossi trovato accanto quella persona, cos’avresti fatto? Probabilmente niente, piano piano ti saresti rialzato da solo, ci avresti messo più tempo certo, ma in qualche maniera ce l’avresti fatta.

Bene è qui il punto.

Alzarsi da soli, è più faticoso, ma è in quel momento che maturi, e cresci, i bambini quando imparano a camminare, cercano di farlo da soli, certo i genitori gli danno una mano, ma è il bambino che passo dopo passo, riesce a farsi forza da solo, ed impara a camminare, finché poi non ha più bisogno dell’aiuto degli altri per farlo.

Ed è esattamente così che funziona, per essere felice, devi essere indipendente, devi concentrarti su te stesso, e essere in grado di camminare da solo, certo gli altri ti aiuteranno se vedono che da solo non ce la farai, ma devono essere poco più di una stampella, a un certo punto non ti deve più servire, devi essere in grado da solo di poter camminare.

Molti penseranno che questo sia egoista, invece no, si chiama AMOR PROPRIO!

Ed è importante sviluppare questo sano amor proprio, perché è quello che ti rende indipendente, e soprattutto ti rende in grado di aiutare a tua volta gli altri!

Perché se tu non sei felice, come speri di poter aiutare gli altri?

I medici pensi che varino malati a lavoro?

No non ci vanno, perché se sono malati non saranno in grado di effettuare i loro compiti e curare le persone, anzi rischiano di contagiarle con la loro malattia e di peggiorare ancora le cose!

Se non ti è chiaro questo principio ti faccio un altro esempio:

Prendiamo il bambino di prima, un bambino più grande di lui potrà insegnargli a camminare perché sa già come farlo, ma hai mai visto due bambini cercare insieme di imparare a camminare?

Non mi fraintendere può essere che ti li abbia visti, ma non mi pare che ottengano risultati migliori rispetto a quando sono da soli o sbaglio?

Quindi per essere felice, devi curare in primis te stesso, arricchire la tua vita, e renderla felice, in modo tale che dentro di te si sviluppi una luce così forte che ti renda in grado di poter aiutare gli altri, ma la tua luce deve brillare anche quando gli altri non ci sono!

Chiaro il concetto?

Spero di essere stato abbastanza chiaro! 😀

Se hai dei dubbi scrivi pure qui sotto, sarò felice di risponderti!

Un abbraccio

Paolo